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1 Luglio 2020

La casa del portiere e il vincolo di destinazione in condominio

La casa del portiere perde il vincolo di destinazione se l’immobile è trasferito in proprietà a terzi

Esclusa la configurabilità di un’obbligazione «propter rem» perché la categoria è connotata dal principio di tipicità e non può essere estesa a figure non previste dal legislatore

A dare inizio alla controversia è stata la richiesta di danni avanzata dal proprietario di un appartamento posto al piano rialzato che aveva chiesto la rifusione dei danni al suo alloggio derivanti da infiltrazioni d’acqua provenienti dai muri perimetrali dello stabile.
Il condominio si è costituito in giudizio contestando l’entità dei danni richiesti e chiedendo in via riconvenzionale di dichiarare l’immobile di proprietà comune in quanto appartamento del portiere secondo il regolamento condominiale. In particolare il vincolo di destinazione impresso al bene sarebbe stato opponibile al ricorrente anche in assenza di trascrizione del regolamento.
I giudici di merito  hanno confermato la decisione evidenziando che il regolamento di condominio era stato preceduto dall’iscrizione ipotecaria in favore della banca concessa dalla società costruttrice del fabbricato, iscrizione ipotecaria che doveva ritenersi avesse preceduto la redazione del regolamento di condominio. Successivamente, la banca creditrice aveva intrapreso l’esecuzione immobiliare sull’immobile destinato a casa del portiere, che all’esito della procedura era stato aggiudicato al dante causa dell’attuale ricorrente. Alla luce di tale sequenza cronologica doveva pertanto reputarsi che il vincolo di destinazione fosse inopponibile all’acquirente del bene.

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