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30 Giugno 2020

Il promotore scatta coi contanti e la banca non risarcisce

La banca non risarcisce il cliente se il promotore scappa coi contanti avuti in barba all’antiriciclaggio
Rilevante la circostanza che l’investitore fosse esperto e che il denaro cash è un anomalia
Consegue che la banca non è tenuta a risarcire il cliente, soprattutto se esperto investitore, quando il promotore e dipendente dell’istituto di credito scappa con i contanti avuti in barba all’antiriciclaggio.

“… è configurabile l’estraneità dell’ intermediario al fatto dell’impiegato o preposto, sì da interrompere il nesso causale ed escludere la responsabilità dell’istituto, solo ove si verifichino determinate circostanze, quali una condotta del cliente del tutto “anomala”, vale a dire se non di collusione, quanto meno di consapevole e fattiva acquiescenza alla violazione delle regole gravanti sull’impiegato, note al cliente. All’uopo non è sufficiente la mera consapevolezza da parte del cliente della violazione da parte del “promotore” delle regole di settore, ma occorre che i rapporti tra promotore e investitore presentino connotati di anomalia, se non addirittura di connivenza o di collusione, in funzione elusiva della disciplina legale, quanto meno di consapevole acquiescenza alla violazione delle regole gravanti sul promotore, palesata da elementi presuntivi, quali ad esempio il numero ola ripetizione delle operazioni poste in essere con modalità irregolari, il valore complessivo delle operazioni, l’esperienza acquisita nell’investimento di prodotti finanziari, la conoscenza del complesso “iter” funzionale alla sottoscrizione di programmi di investimento e le sue”

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