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21 Maggio 2020

Prove della responsabilita del datore di lavoro nel covid

Presunzione semplice la causa di servizio del contagio Covid. Paga il datore se viola i protocolli

Prova contraria Inail su indizi gravi precisi e concordanti.
Un conto è il piano assicurativo, infatti, un altro quello giudiziario. Non basta la prova del nesso causale a far scattare la responsabilità civile del datore: serve l’imputabilità di una colpa nella determinazione del contagio. Che si può ipotizzare soltanto in caso di violazione della legge o di obblighi che derivano dalle conoscenze sperimentali o tecniche: l’articolo 2087 Cc, infatti, non configura una responsabilità oggettiva in capo al datore, laddove l’elemento costitutivo è rappresentato da una mancanza di diligenza nel predisporre le misure per prevenire ragioni di danno al lavoratore. Ecco spiegate, dunque, le conseguenze dell’inosservanza di protocolli e linee guida, senza la quale «sarebbe arduo ipotizzare e dimostrare la colpa del datore». Il principio vale a maggior ragione nel penale: il fatto che il lavoratore abbia diritto alle prestazioni Inail non può essere utilizzato per sostenere l’accusa contro il datore, laddove si presume la non colpevolezza e l’onere della prova del contrario è a carico del pubblico ministero. Idem per il regresso Inail che non scatta senza imputabilità a titolo di colpa della condotta che causa il danno.

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