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21 Maggio 2020

L’acquirente può recedere dal preliminare anche quando sa che l’immobile non ha l’agibilità

L’inadempimento del venditore, infatti, è di non scarsa importanza perché la sola conoscenza dell’anomalia non equivale a rinuncia al requisito della regolarità urbanistica del bene.

La Suprema corte, nel respingere il ricorso, ha affermato che la formula “non c’è il certificato di abitabilità” contenuta nel preliminare non implica un’espressa rinuncia del promissario acquirente a vedersi consegnato all’atto della stipula della vendita il documento attestante l’agibilità dell’immobile oggetto del preliminare, con conseguente deroga all’assolvimento dell’obbligo generale incombente in capo al venditore.  

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