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23 Marzo 2020

Aggiornamenti di procedura civile e penale

Non può essere esaminato il ricorso di legittimità prolisso: la sinteticità degli atti, ormai, è un principio generale del diritto processuale, consacrato dal protocollo d’intesa sottoscritto il 17 dicembre 2015 fra Cassazione e Consiglio nazionale forense sui ricorsi di legittimità civili e penali. E ciò non tanto per l’irragionevole estensione dell’atto di impugnazione quanto per gli effetti nefasti che la scarsa concisione ha sulla chiarezza espositiva.

 

Così come non è illegittimo fare foto dello schermo di un cellulare, in cui compaiono dei messaggi per acquisirne documentazione, non è illegittimo acquisirle come prova.

 

Il rigetto dell’accertamento tecnico preventivo fa scattare la condanna alle spese anche se l’Inps è difeso da un funzionario. Il giudice, pertanto, è tenuto a liquidare il compenso spettante agli avvocati con una detrazione del venti per cento anche per le cause che non sono di lavoro.

Il ricorso per cassazione seppure realizzato  col copia e incolla di vari documenti tratti dai gradi di merito  risulta ammissibile: s’intravvede, almeno, un sufficiente sforzo di sintesi se i dati rilevanti per le argomentazioni svolte si possono evincere dribblando facilmente le lunghe interpolazioni. Altrimenti l’atto di impugnazione non può essere esaminato perché privo del requisito di autosufficienza

 

La Pec del legale equivale alla raccomandata ma ha effetti solo se va alla cancelleria del giudice
Sì al ricorso nel procedimento sul daspo all’ultras: misura sospesa perché la mail con la memoria difensiva non poteva essere cestinata. I tempi stretti legittimano il ricorso al mezzo telematico

Altro che mail «da cestinare». In base al codice dell’amministrazione digitale la Pec del difensore equivale alla raccomandata per posta ma produce effetti soltanto se arriva alla cancelleria del giudice che procede. È legittimo il ricorso al mezzo telematico quando ci sono in gioco valori come la libertà personale e i tempi del procedimento sono stretti, come nella convalida del daspo: la cancelleria dell’ufficio non può invocare la (presunta) irritualità dell’invio. È quanto emerge dalla sentenza 5427/20, pubblicata l’11 febbraio dalla terza sezione penale della Cassazione.

Non si può dichiarare inefficace il pignoramento ed estinta la procedura soltanto perché si rileva che il fascicolo dell’esecuzione è iscritto a ruolo in una data successiva rispetto al giorno in cui il debitore è stato citato a comparire dinanzi al giudice dell’esecuzione per sentire la dichiarazione del terzo. E ciò perché la sanzione ex articolo 543 comma quarto Cpc è applicata al di fuori della sua ipotesi tipica che riguarda soltanto la tardiva iscrizione della causa a ruolo

 

Annullati multa e taglio punti del telelaser perché i poliziotti sono seduti in macchina
Non segnalata in modo adeguato la postazione di controllo: secondo la circolare Minniti il conducente deve vedere sia i segnali sia gli agenti, che invece restano nella pattuglia oltre il guard-rail

 

 

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