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4 Febbraio 2020

News diritto del lavoro

Il giudice che dichiara illegittimo il licenziamento collettivo accerta anche se c’è stata cessione di ramo d’azienda
La verifica è rilevante ai fini del calcolo dell’anzianità di servizio dei dipendenti passati da un’impresa a un’altra

Il giudice che dichiara illegittimo il licenziamento collettivo in base al rito Fornero può accertare anche se c’è stata cessione di ramo d’azienda. La verifica, infatti, è rilevante ai fini del calcolo dell’anzianità di servizio dei dipendenti passati da un’impresa a un’altra

 

 

Al datore la prova di non poter ripescare il quadro direttivo disposto a mansioni inferiori e cambio sede
Licenziamento illegittimo: non giova alla banca dedurre la soppressione del posto di direttore di filiale, la comparazione fra dipendenti fungibili serve a verificare correttezza e buona fede
Illegittimo. Deve essere annullato il licenziamento inflitto al dipendente per giustificato motivo oggettivo perché il datore viene meno all’onere della prova sull’impossibilità di assolvere l’obbligo di repêchage: non conta, infatti, che l’azienda abbia effettuato la comparazione fra dipendenti fungibili in quanto si tratta di un criterio che serve a verificare se il recesso è conforme ai principi generali di correttezza e buona fede. E che non riguarda, invece, la diversa area dell’obbligo di reimpiegare utilmente il lavoratore: va dunque escluso l’assolvimento da parte del datore laddove il dipendente è un quadro direttivo e si dichiara disponibile a svolgere mansioni inferiori e a cambiare sede pur di salvare il posto di lavoro.

 

Le Sezioni unite: dipendente del giornale il pubblicista collaboratore fisso che non ha un altro lavoro
Esclusa la nullità del contratto subordinato solo perché il lavoratore non è professionista: conta l’iscrizione all’albo senza distinzione fra elenchi. Pesa la riforma 2016.
È un dipendente dell’editore il collaboratore fisso, anche se è soltanto pubblicista ma svolge l’attività giornalistica in modo esclusivo

 

Esclusa la reintegra del lavoratore quando la società in liquidazione ha cessato l’attività

L’azzeramento effettivo dell’organico costituisce una causa impeditiva della tutela ripristinatoria e preclude al dipendente di ottenere la corresponsione delle retribuzioni

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