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31 Gennaio 2020

News Cassazione sul diritto tributario

Valide le fatture generiche se sono sorrette da un contratto
Versamento dell’Iva obbligatorio solo quando il servizio è stato effettivamente pagato
Sono valide anche le fatture molto generiche purché sorrette da contratto. In piu’ : il versamento dell’Iva è obbligatorio solo quando il servizio è stato effettivamente pagato.

No indagini bancarie sui conti dei soci per accertare i ricavi in nero della srl
Infatti  sono necessari gravi indizi circa l’occultamento di fatturato e comunque solo in presenza di gravi indizi di ricavi in nero dell’azienda
Il fisco che perde la causa rimborsa gli interessi sulle sanzioni sgravate e il contributo unificato
E’  da ristorare il contribuente privato per un periodo della disponibilità di una somma di denaro, che pure non afferisce a un’imposta. Il forfait non copre il tributo fisso ex lege
E  paga pure gli interessi perché le soprattasse non erano dovute e invece hanno privato per un certo periodo il contribuente della disponibilità di una corrispondente somma di denaro. E non conta che l’importo non sia addebitato a titolo d’imposta. È escluso, poi, che la restituzione del contributo unificato sulla sentenza possa essere coperto dal rimborso delle spese forfetarie: il Cu risulta infatti determinato per legge e documentato in origine.

 

Le annotazioni nell’elenco clienti-fornitori provano l’evasione fiscale
Respinto percio’  il ricorso dell’imprenditore che non aveva presentato la dichiarazione dei redditi
L’evasione fiscale può essere provata con le annotazioni contenute nell’elenco clienti-fornitori.

 

Condannato per frode fiscale l’imprenditore che non agisce in giudizio per incassare le fatture emesse
Rilevante la circostanza per cui il contratto alla base della prestazione preveda un pagamento a sessanta giorni mentre sul titolo ci sia la dicitura rimessa diretta
L’imprenditore che non agisce in giudizio per riscuotere dai clienti il saldo delle fatture emesse rischia una condanna per frode fiscale. Si presume, infatti, che le operazioni siano fittizie.
Inoltre e’  rilevante la circostanza per cui il contratto alla base della prestazione preveda un pagamento a sessanta giorni mentre sul titolo ci sia la dicitura rimessa diretta.

 

Auto e casa della moglie del presunto evasore sequestrati nonostante mutuo e separazione
È sufficiente dimostrare che il contribuente abbia la disponibilità di fatto dei beni
Scatta il sequestro su casa e auto della moglie del presunto evasore anche se sono separati e se lei ha chiesto un mutuo per l’acquisto. È sufficiente che vi siano indizi tali da far presumere che il contribuente abbia comunque la disponibilità di quei beni.
Insomma  linea dura sulle finte intestazioni nell’ambito di una presunta evasione fiscale La corte di legittimità ha confermato il sequestro sulla casa familiare e l’auto di lusso di una donna separata ma il cui stipendio non le avrebbe permesso un tenore di vita così alto.

IVA sulle accise –

La  Cassazione è recentemente intervenuta a favore di un contribuente della nostra provincia che ha presentato ricorso contro la quota Iva sui consumi di acqua e gas, calcolata anche sulle accise; sono state presentate come corpo del reato otto bollette relative al gas e 12 per la luce elettrica. Così, è stata la Corte a intimare a Enel l’obbligo di un risarcimento pari a 103,78 euro, a cui dovranno aggiungersi interessi e spese.
La ragione per cui il giudice ha accolto positivamente il ricorso presentato, risiede nel principio giuridico e fiscale secondo cui la presenza di un’imposta non costituisce mai base imponibile per la generazione di un altro tributo.
La questione della doppia imposta è tristemente conosciuta in quanto l’importo aumenta in modo progressivo proprio per via della doppia tassa, ossia per l’applicazione dell’IVA anche sull’accisa. Il che è un controsenso in quanto se l’accisa è un’imposta non si può attribuire ad essa un valore aggiunto (che, appunto, è il presupposto contributivo colpito dall’IVA).
In sintesi, non c’è alcuna produzione da tassare nell’applicazione dell’accisa e, pertanto, essa dovrebbe essere “IVA esente”.

 

 

La notifica delle cartelle esattoriali non è una procedura scontata. Normalmente il domicilio fiscale coincide con l’indirizzo di residenza, ma talvolta succede che questo sia diverso o è cambiato e il mittente della notifica non se ne sia accorto.In questi casi l’atto di notifica non è valido ai fini legali, anche se si individua il destinatario presso diverso indirizzo da quello del domicilio fiscale.E’ il caso frequente della moglie che si separa dal marito e riceve una cartella esattoriale presso il vecchio indirizzo, ma anche quello di contribuenti che cambiano residenza senza aver variato il domicilio fiscale. E in fase di giudizio queste cose hanno il loro peso.

Per la notifica delle cartelle esattoriali cio’ che rileva e’ il domicilio fiscale e non altro

 

Cosa è il domicilio fiscale? Cosa s’intende per domicilio fiscale? Normalmente questo è il centro delle attività fiscali del contribuente e coincide con l’indirizzo di residenza per le persone fisiche, ma in taluni casi non è così. Per cui se un atto viene notificato ad indirizzo diverso da quel domicilio fiscale, è annullabile. Può capitare, infatti, che un professionista abbia la residenza in un posto e lo studio in un altro o in altro comune dove normalmente abita. Per sapere qual è il domicilio fiscale quindi bisogna fare riferimento a quanto è stato comunicato nella dichiarazione dei redditi. Per le società vale, invece, l’elezione della sede legale.

Individuazione del domicilio fiscale.Il messo notificatore, solitamente il postino, dovrà quindi conoscere qual è il domicilio fiscale del destinatario della cartella e che gli viene fornito dall’ Agenzia delle Entrate. Può capitare, però, che il contribuente non abbia indicato tale domicilio nella dichiarazione dei redditi e quindi sarà compito degli uffici delle direzioni territoriali espletare attività di ricerca per risalire al Comune e all’indirizzo presso il quale il contribuente esercita prevalentemente la propria attività fiscale. Grazie alle numerose informazioni di cui dispone l’Agenzia delle Entrate, oggi è possibile risalire facilmente al luogo operativo, anche in base alle movimentazioni bancarie, ai possedimenti, ai contatti e, in generale, grazie al monitoraggio degli interessi economici.

I casi di irreperibilità temporanea e assoluta

Più complicata diventa l’azione di notifica quando il contribuente risulta irreperibile, sia temporaneamente (irreperibilità relativa) sia definitivamente (irreperibilità assoluta). In questo caso, il messo notificatore (il postino) dovrà depositare  copia dell’atto presso la casa del Comune di residenza del destinatario e procedere poi all’affissione dell’avviso di deposito, in busta chiusa e sigillata, alla porta dell’abitazione del destinatario (l’avviso deve contenere la data e la firma dell’ufficiale giudiziario, l’indicazione del nome della persona che ha chiesto la notificazione e del destinatario, la natura dell’atto notificato, il nome del giudice che ha emesso il provvedimento con la data o il termine di comparizione).Dovrà inoltre essere inviata apposita lettera raccomandata con avviso di ricevimento, dell’avvenuto deposito dell’atto fiscale presso la casa comunale.

 

 

 

 

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