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27 Dicembre 2019

Il licenziamento e il congedo straordinario

La legge 151 del 2001 prevede che il lavoratore che assiste familiare con handicap grave in base alla legge 104/92, possa avere un congedo straordinario retribuito in base agli elementi fissi dell’ultima busta paga per un massimo di 2 anni conservando il posto di lavoro e la mansione svolta.

Il caso che si esamina concerne un lavoratore licenziato dopo il congedo straordinario

Sul punto la Corte di Cassazione ribadisce che il licenziamento di un dipendente che fruisce del congedo straordinario per assistere un familiare con grave disabilità è vietato soltanto se “fondato sulla fruizione del congedo medesimo ma non anche per ogni causa, diversa e legittima, di risoluzione del rapporto di lavoro”.

La normativa di riferimento stabilisce che durante il congedo straordinario il beneficiario oltre all’indennità ha il diritto alla conservazione del posto di lavoro. Per i giudici, però, la conservazione del posto di lavoro non pone al datore di lavoro limiti sul recesso del contratto ma è finalizzato soltanto a garantire nel periodo di assistenza al disabile un trattamento economico.

La fruizione del congedo, quindi, secondo la Cassazione, non pone al riparo dal possibile licenziamento ma sospende solo gli effetti del licenziamento stesso fino alla fine del congedo.

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