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3 Ottobre 2019

Vademecum sulla mediazione civile

La Corte d’Appello di Milano, davanti alla quale veniva impugnata la sentenza de qua, non poteva che confermare il provvedimento di prime cure. Tanto, sulla base di una lettura aderente al testo del D. Lgs. n. 28/2010.

“Poiché la condizione di procedibilità si considera, per espressa disposizione di legge, avverata solo dopo che si sia tenuto il primo incontro davanti al mediatore, la domanda proposta dagli attori è stata correttamente dichiarata improcedibile, giacché il suo mancato effettivo esperimento è dipeso dalla colpevole inerzia della parte, che ha presentato la domanda di mediazione pochi giorni prima dell’udienza; udienza fissata nel rispetto dei termini previsti per l’esperimento del procedimento ed, anzi, ben oltre tale termine”.

Non è secondaria l’annotazione della Corte secondo la quale, infatti, “la qualificazione del termine come ordinatorio o meno non è decisiva ai fini della tempestività, perché la dichiarazione d’improcedibilità non postula la natura perentoria del termine concesso dal giudice (come affermato dagli appellanti), ma piuttosto l’effettivo mancato esperimento della mediazione alla data dell’udienza fissata dal giudice per consentire l’avveramento della condizione di procedibilità”.

In altri termini, la sostanza prevale sulla forma essendo necessario, per l’avveramento della condizione di procedibilità, che il primo incontro dinanzi al mediatore avvenga entro l’udienza di rinvio, fissata proprio per la verifica dell’effettivo esperimento della mediazione, a cui è subordinata la procedibilità dell’azione in aderenza al principio già esposto dalla recente Cass. Civ. n. 8473/2019.

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