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20 Giugno 2019

Non sempre cambiare la serratura e’ un illecito

Assolti i comproprietari che cambiano la serratura e fittano la casa mentre l’altro l’ha in godimento

Escluso l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni per i fratelli sull’immobile indiviso: non serviva l’intervento del giudice per accedervi. Ma lo spossessamento della sorella può integrare altri reati

Devono essere assolti dall’accusa di esercizio arbitrario delle proprie ragioni i fratelli che cambiano la serratura alla casa comune dove sta la sorella e la concedono in affitto: non è necessario l’intervento del giudice perché questi avevano il libero accesso al bene comune e il cambio della serratura in sé non ha svolto alcun ruolo rispetto all’esercizio del diritto di locare l’immobile, non essendo stata questa l’attività che ha reso possibile disporre del bene. È quanto emerge dalla sentenza 24180/19, pubblicata dalla sesta sezione penale della Cassazione.

Diritti pretesi
I giudici distrettuali hanno confermato in fatto che i tre imputati «al fine di affermare un preteso diritto di godimento alla proprietà sull’immobile» indiviso tra loro e un’altra sorella che sola ne aveva il godimento, concedendo l’immobile in locazione, senza informarla e sostituendo la serratura della porta impedendo alla querelante l’ingresso e il godimento.
Per i supremi giudici, in disaccordo con la scelta della corte territoriale, il ricorso è fondato per l’insussistenza del reato essendo erronea la qualificazione giuridica dei fatti: «Perché possa configurarsi il reato di cui all’articolo 393 Cp è necessario che vi sia un “preteso” diritto la cui fruizione sia impedita, rendendosi necessario l’intervento del giudice e che, invece, l’avente diritto si “faccia ragione da sé” con violenza sulle cose». E ancora: «L’imputazione individuava tale diritto nel “godimento del diritto di proprietà” della proprietà indivisa “ma in godimento” alla sorella (espressione con la quale non si chiarisce se si discuta di possesso ovvero di detenzione qualificata o altro) e che quello che sarebbe stato fatto “potendo ricorrere al giudice” consiste nella locazione dell’immobile e nella sostituzione della serratura».
Per gli “ermellini” tale atto non necessita dell’intervento del giudice perché gli altri fratelli avevano il libero accesso al bene comune e il cambio della serratura in sé non ha svolto alcun ruolo rispetto all’esercizio del diritto di locare l’immobile visto che non è stato questo atto che ha reso possibile disporre del bene. Si potrebbe invece porre la questione dello spossessamento della comproprietaria ma una tale condotta, del tutto diversa da quella contestata, se del caso integrava il reato di sottrazione di cosa comune ovvero il reato di cui articolo 633 Cp. Pertanto, la sentenza è stata annullata senza rinvio perché il fatto non sussiste.

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