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12 Giugno 2019

Conseguenze del disconoscimento dello scudo fiscale

Se disconosce lo scudo fiscale l’erario restituisce l’imposta straordinaria versata dal contribuente

“L’agenzia delle entrate dopo aver disconosciuto gli effetti dello scudo fiscale per la natura fittizia dello stesso e delle operazioni di rimpatrio, aveva provveduto ad accertare induttivamente il reddito della contribuente ai sensi dell’articolo 6 del decreto legge 167/1990, applicando il tasso ufficiale di sconto medio relativo all’anno di imposta.
Dopo aver definiti in acquiescenza gli avvisi di accertamento versando le somme richieste, il contribuente domandava la restituzione di quanto prima versato a titolo d’imposta straordinaria considerando che quest’ultima non ha in realtà determinato gli effetti previsti dalla normativa sullo scudo…..”

Al silenzio rifiuto della amministrazioen reagiva il contribuente che si vide dare torto in primo grado  “sul presupposto dell’irretrattabilità della dichiarazione di condono i cui effetti non sono rimessi alla volontà del singolo ma previsti dalla legge. ”

In appello altra musica :secondo la Ctr” lo scudo fiscale rappresenta un condono in senso improprio che, a differenza dei condoni propriamente detti, non persegue le finalità tipiche dell’indulgenza fiscale, ma ha effetti sostitutivi dei normali parametri di determinazione del debito d’imposta. Si tratta di un condono di tipo premiale nel quale il premio consiste nella preclusione dell’azione di accertamento tributario e contributivo – appunto lo scudo – e nell’applicazione di un parametro più favorevole di determinazione del tributo. La procedura di adesione allo scudo fiscale non ha prodotto gli effetti previsti dalla legge nonostante il pagamento dell’imposta straordinaria nella misura prevista dalla legge tanto che l’ufficio ha disconosciuto l’intera procedura promuovendo un’azione accertatrice nei confronti del contribuente.”…

Quindi “nella fattispecie non è corretto parlare di ritrattazione della dichiarazione di scudo bensì di inefficacia della stessa.
L’inefficacia dello scudo determina l’inesistenza di un titolo valido in capo all’erario affinché questi possa trattenere le somme incassate che diventerebbero così un ingiustificato arricchimento dello Stato a danno del contribuente con l’inevitabile doppia imposizione che si è venuta a creare e la violazione del principio di capacità contributiva di cui all’articlo 53 della Costituzione.”

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