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10 Aprile 2019

Quando le braci covano

Il Comune risarcisce l’ustionato perché non ha rimosso le braci del falò nascoste sotto la sabbia

Spetta infatti all’ente locale il compito di ripulire gli arenili: violata la regola di cautela specifica perché d’estate le feste notturne con i fuochi accesi in spiaggia non si possono considerare un evento imprevedibile

Il danno  «non è causato da un’omissione in senso proprio, bensì da una condotta attiva (la difettosa pulizia dell’arenile) caratterizzata dall’omesso rispetto di una regola cautelare: quella di pulire adeguatamente l’arenile dai rifiuti». Quindi  «non si può discutere della esistenza di un obbligo di agire a beneficio altrui, ma si deve discutere di violazione, nell’ambito di una condotta attiva, e non omissiva, delle regole cautelari proprie di quell’azione». Il Comune ha l’obbligo di rimuovere i rifiuti sugli arenili che rientrano nei «perimetri urbani», competendo alla Regione, invece, la rimozione attorno ai «perimetri extraurbani».

In caso contrario ci e’ la violazione  di una «cautela specifica, che non può dirsi, come ritiene il ricorrente inesigibile o rispetto alla quale il danno è dovuto al fortuito, in quanto la rimozione dei rifiuti non è stata adeguata, e non può considerarsi imprevedibile la presenza di braci, anche se nascoste sotto sabbia, in un periodo in cui gli utenti dell’arenile sono soliti fare falò notturni».

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