Close

4 dicembre 2018

Minaccia di morte e licenziamento

Se la minaccia di morte e’ pronunciata a “freddo” verso il superiore giustifica il licenziamento perche’ ” l’intimidazione grave determina un turbamento nel destinatario e produce un effetto destabilizzante nell’intera azienda oltre a integrare la violazione dell’obbligo di fedeltà”

…., «pur a fronte di chiarimenti e risposte già ottenute e di denunce penali, nel suo diritto legittimo di presentarle alle autorità giudiziarie competenti ha ritenuto di profferire una minaccia di morte, “a freddo”, al di fuori di un contesto di una conversazione animata, nei confronti di un direttore responsabile suo superiore, in una situazione di conflittualità di rapporti lavorativi già riscontrati più volte dalle autorità penali in senso negativo per il lavoratore».
e …«la minaccia grave determina pur sempre un turbamento nel soggetto passivo e non è necessaria che sia circostanziata potendo benissimo, ancorché pronunciata in modo generico, produrre una alterazione psichica, avuto riguardo alla personalità dei soggetti coinvolti»….   «l’effetto della minaccia è quella della sua idoneità a incutere timore nel soggetto passivo»; pronunciata, poi, in un ambiente di lavoro, va considerata ai fini di un giudizio sulla serietà della minaccia, l’effetto gravemente destabilizzante sull’attività aziendale, allorquando l’episodio diventa pubblico nell’ambiente lavorativo, nonché di considerare che comunque rappresenta intrinsecamente una violazione degli obblighi di collaborazione, fedeltà e subordinazione, cui è tenuto il lavoratore nei confronti di un suo superiore».

error: Contenuto protetto
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.