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15 ottobre 2018

Licenziamento, comporto e rentegrazione

Si deve ritenere  che il datore di lavoro rinunci al licenziamneto se lo comunica molto tempo dopo il superamento del periodo di comporto

Dice la cassazione che «con motivazione congrua, logica e rigorosa, ancorata a sintomatici rilievi fattuali, e sulla base di un’analisi del comportamento datoriale improntato alla flessibilità e al minor rigore di valutazione menzionati, rispetto all’ipotesi di licenziamento per giusta causa, ha ritenuto che, nel caso in esame, potesse inequivocabilmente evincersi la volontà abdicativa da plurime circostanze (ritardo nella comunicazione del recesso, accoglimento di una richiesta di ferie del lavoratore successiva alla maturazione del periodo di comporto, assegnazione al dipendente di ulteriore periodo di ferie, accettazione del rientro in servizio e della prestazione lavorativa, ancorché per un tempo breve, fissazione della visita di sorveglianza sanitaria) incompatibili con l’opposta volontà risolutoria».

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