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3 Maggio 2018

La perdita su crediti e’ deducibile direttamente

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Cio’ a condizione che si tratti di piccoli importi  (“esigui”)  senza l’onere di una aizone esecutiva o, peggio , di un fallimento perche’ e’  “antieconomico insistere nelle procedure esecutive quando la società debitrice è cancellata dal registro delle imprese e mancherebbero beni da aggredire”

Quindi la perdita su crediti e’ deducibile “se si riscontri una situazione oggettiva di impossibilità di recuperare il credito vantato o se le azioni esecutorie, concesse al creditore per recuperare il proprio credito, siano dispendiose a tal punto da far propendere per la desistenza o anche quando dalle informazioni raccolte facciano escludere la possibilità di un futuro soddisfacimento della posizione creditoria».
Nel caso de quo vi sono «elementi certi e precisi le lettere del legale incaricato della riscossione del credito, con le quali si attesta che l’attività svolta per il recupero del credito ha dato esito negativo, non ci sarebbero comunque beni del debitore da aggredire e in presenza anche della cessazione dell’attività e cancellazione della ditta dal registro delle imprese». e quindi e’ assurdo  «continuare con procedure esecutive dall’esito sicuramente negativo sarebbe stato eccessivamente anti-economico».
D’altro canto anche una risoluzione del ministero delle Finanze (9/124 del 6-8-1976) ha chiariito che «per la deducibilità delle perdite su crediti commerciali di modesto importo, e che siano tali anche in relazione all’entità del portafoglio, può prescindersi dalla ricerca di rigorose prove formali, nella considerazione che la lieve entità dei crediti può consigliare le aziende a non intraprendere azioni di recupero che comporterebbero il sostenimento di ulteriori oneri».

Ctr Lazio con la sentenza 2568/18

 

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