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3 Maggio 2018

Chi disprezza l’azienda viene licenziato

E cio’ anche se su Facebook non indichi il nome del datore

Cio’ perchè e’ facile risalire al soggertto insultato e cio’ compromette il rapporto fiduciario.

Le «affermazioni pubblicate dalla ricorrente sulla propria bacheca virtuale di Facebook in cui si esprimeva disprezzo per l’azienda con irrilevanza della specificazione del nominativo del rappresentante della stessa, essendo facilmente identificabile il destinatario». ; la propagazione del messaggio diffamatorio  «integra un’ipotesi di diffamazione, per la potenziale capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone, posto che il rapporto interpersonale, proprio per il mezzo utilizzato, assume un profilo allargato ad un gruppo indeterminato di aderenti ai fine di una costante socializzazione». e cio’  «realizza la pubblicizzazione e la diffusione di esso, per l’idoneità del mezzo utilizzato a determinare la circolazione del commento tra un gruppo di persone, comunque, apprezzabile per composizione numerica, con la conseguenza che, se, come nella specie, lo stesso è offensivo nei riguardi di persone facilmente individuabili, la relativa condotta integra gli estremi della diffamazione e come tale correttamente il contegno è stato valutato in termini di giusta causa del recesso, in quanto idoneo a recidere il vincolo fiduciario nel rapporto lavorativo».

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