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24 Aprile 2018

Inattività del dipendente e risarcimento danni

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Il dipendente va risarcito se il datore di lavoro non riesce a dimostrare che è la crisi di azienda a costringerlo all’inattività

Insomma non risulta che che lo svuotamento di mansioni, possa essere giustificato dall’esercizio di poteri imprenditoriali o disciplinari  alla presenza di una crisi aziendale che impedisca di assegnare una mansioen ai dipendenti.

E cio’ perchè  «per tutto il lungo periodo indicato in ricorso con precise scansioni temporali e circostanziati riferimenti (non smentiti dalla società convenuta) in quanto la lavoratrice era rimasta forzatamente e totalmente inattiva in relazione alle mansioni e alla qualifica per le quali era stata assunta». …………le era stato addirittura  disattivato il telefono, negato di poter sostituire personale assente per maternità e le era stato detto che l’azienda era a conoscenza della sua situazione ma che non c’erano istruzioni in merito».E dunque “l’evidenza za dello svuotamento delle mansioni, la durata dello stesso, la conoscenza all’interno dell’azienda dell’operata dequalificazione integrassero una lesione del diritto del lavoratore all’esecuzione della propria prestazione e che fossero fonte di responsabilità risarcitoria del datore di lavoro, non essendo emerso che l’inattività della lavoratrice fosse in qualche modo riconducibile a un lecito comportamento del datore, in quanto giustificata dall’esercizio dei poteri imprenditoriali, garantiti dall’articolo 41 della Costituzione, o dall’esercizio dei poteri disciplinari».

 

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