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4 Aprile 2018

La formula di Frank e l’omicidio in sala operatoria

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Un medico opera persone anziane nella sua clinica privata; l’intervento cagiona la morte dei pazienti

Nel corso delle indagini si scopre che il medico opera per ottenere il rimborso dalla Regione

Ma l’applicazione della prima formula di Frank evita (temporaneamente) la condanna più grave al sanitario

Infatti  per accertare se un atto medico faccia scattare il delitto piu’ grave occorre  un giudizio controfattuale in base alla teoria del giuridasta tedesco Reinhard Frank , ossia   se si può affermare con certezza che il sanitario non si sarebbe trattenuto dall’operare senza necessità il paziente neanche se fosse stato certo della morte dell’interessato.

Insomma si può ritenere “sussistente il dolo eventuale solo se si raggiunge la certezza che il medico accetta non solo il rischio che il paziente possa perdere la vita nell’intervento realizzato per motivi egoistici, ma anche che si sia rappresentato il decesso come conseguenza della sua condotta e abbia deciso di entrare in sala operatoria a costo di causare la morte dell’ammalato pur di realizzare il suo fine.”

Quindi deve essere stato valyutato da parte del  sanitarioInsomma ” l’eventuale prezzo da pagare per l’intervento inutile.”

Nel caso de quo sono stati considerati elementi rivelatori soltanto elementi indiziari, ad esempio il fatto che per molto tempo sono stati accettati solo pazienti anziani e senza contrabilanciare  le tesi della difesa per cui il medico in base alla sua esperienza poteva essere in grado di controllare il rischio operatorio, per quanto ingiustificato, cui sottoponevano i poveri ammalati; senza dimenticare i convulsi tentativi di salvarli quando la situazione si faceva disperata.”

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