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29 Novembre 2017

Prima del divorzio si deve corrispondere l’assegno alla moglie

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E ciò anche se si mantiene da sola ed ha una attività economica.

Il revirement della corte si cassazione vale solo  in caso di divorzio e perdippiù  nel calcolo dell’assegno deve pesare l’assegnazione della casa familiare.

Dice la corte di legittimità  «la separazione personale, a differenza dello scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, presuppone la permanenza del vincolo coniugale, sicché i redditi adeguati cui va rapportato, ai sensi dell’art. 156 c.c., l’assegno di mantenimento a favore del coniuge, in assenza della condizione ostativa dell’addebito, sono quelli necessari a mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, essendo ancora attuale il dovere di assistenza materiale, che non presenta alcuna incompatibilità con tale situazione temporanea, dalla quale deriva solo la sospensione degli obblighi di natura personale di fedeltà, convivenza e collaborazione, e che ha una consistenza ben diversa dalla solidarietà post-coniugale, presupposto dell’assegno di divorzio». e ” il godimento della casa familiare costituisce un valore economico -corrispondente, di regola, al canone ricavabile dalla locazione dell’immobile- del quale il giudice deve tener conto ai fini della determinazione dell’assegno dovuto all’altro coniuge per il suo mantenimento o per quello dei figli.”

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