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27 Ottobre 2017

Licenziamento e furbetti del cartellino

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Il giudice può trarre convincimento anche da ragionamenti presuntivi

E con cio’ la cassazione ha confermato il licenziamento di due dipendenti accusate di aver interagito tra loro facendo si che una timbrasse il cartellino dell’altra.

“….l’articolo 2729 del codice civile esclude il ricorso alla prova presuntiva nei soli casi in cui la legge esclude la prova per testimoni, limite che non opera nell’ambito del processo del lavoro. Ne consegue che nulla esclude che il giudice tragga gli elementi del proprio convincimento dalle risultanze probatorie comunque acquisite agli atti, anche attraverso il ricorso al ragionamento presuntivo”….

“….alle lavoratrici è stato contestato di avere timbrato in molteplici occasioni, reciprocamente l’una per l’altra, il cartellino presenze, con modalità tali da far risultare che esse erano in servizio in giorni di riposo e nell’avere omesso di segnalare all’amministrazione le anomalie di queste timbrature non corrispondenti al vero. Si tratta in sostanza di una contestazione che riguardava ancor prima dell’omesso controllo, l’alterazione delle presenze in servizio e che, sia per legge sia in considerazione della contrattazione collettiva, giustifica il licenziamento senza preavviso.”

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