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4 Ottobre 2017

L’amministratore non deve mostrare le matrici degli assegni

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Bisogna innanzitutto scindere tra documenti giustificativi di spesa e altre scritture attinenti la gestione dell’ente che devono solo essere conservate per dieci anni.

Alcuni condomini avevano richiesto una mole impressionante di documenti ad un amministratore tra cui le matrici degli assegni bancari rilasciati ai fornitori del condominio

L’amministratore nell’opporsi ha sottolineato come tale richiesta fosse finalizzata ” al perseguimento di scopi ritorsivi dopo che, a tutela dell’integrità dello stabile e del suo decoro architettonico, aveva ritenuto di dover diffidare una condomina dal portare avanti i lavori di realizzazione di una veranda sulla porzione della terrazza di copertura dello stesso stabile di cui era usuaria esclusiva.” …. da quel momento, infatti, aveva inizio l’incalzare inesorabile delle sequele finalizzato ad utilizzare in modo distorto il diritto di accesso ai documenti gestionali del condominio, al solo ed unico scopo di vessare l’amministratore, reo di aver tentato di ostacolarla.”

Il tribunale ha concluso affermando  come sia  arbitraria  la pretesa di «documenti giustificativi di spesa» poichè «i condomini e i titolari di diritti reali o di godimento sulle unità immobiliari possono prendere visione dei documenti giustificativi di spesa in ogni tempo ed estrarne copia a proprie spese». ….  «le scritture e i documenti giustificativi devono essere conservati per dieci anni dalla data della relativa registrazione».

La  legge dunque  distingue nettamente tra i giustificativi di spesa e le altre scritture attinenti la gestione dell’ente condominiale.Non sono percio’ “pezze giustificative”  «matrici dei 120 assegni bancari» né gli «stati avanzamento lavori e relativi certificati di pagamento attinenti i lavori di manutenzione straordinaria di parti comuni».

 

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