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13 Luglio 2017

Compagnia ,alimenti e mantenimento agli anziani

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Sono i figli a dover mantenere (corrispondendo gli alimenti) i genitori non autosufficenti

Ma questo esaurisce gli obblighi?

Secondo alcuni giudici  nei cd alimenti   rientra anche l’attività di presenza, compagnia, conforto e affetto.

I giudici di Milano ritengono che  il supporto si deve sempre tradurre in una prestazione concreta

Distinguiamo innanzi tutto gli alimenti dal mantenimento; la differenza e’ innanzitutto quantitativa (il mantenimento e’ piu oneroso e di solito ci si riferisce a quanto dovuto al coniuge o ex )

Gli alimenti si danno a persone in stato di indigenza incapaci di provvedere al proprio sostentamento e i destinatari sono  i familiari più stretti, ossia – qualora in vita – il coniuge, i figli e i nipoti o, in ultimo, i genitori.Il mantenimento consente di avere  una vita autonoma e indipendente; gli alimenti – garantiscono  quanto serve per non morire di fame o di malattie (quindi le spese per il vitto, l’alloggio e per le medicine).

Ricordiamo il principio latino

Venter non patitur dilationem

E dunque

Se e’ in vita il coniuge i figli non sono onerati

In mancanza di figli sono obbligati i nipoti

Il genitore che versa nelle condizioni di bisogno

 

E se l’anziano non utilizza i soldi come dovrebbe o peggio li spreca (video giochi…) si puo’ evitare di corrispondere denaro  somministrando in natura gli alimenti o ricorrendo alla inabilitazione

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