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28 Giugno 2017

Ultimissime sul risarcimento danni

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Danno da demansionamento nel rapporto di lavoro

Va provato unitamente al pregiudizio subito dal lavoratore sul profilo economico

Il difficile subentra quando si va sul personale ossia  inoltre  il diritto del lavoratore al risarcimento del danno non patrimoniale e’ dipendente da una provata allegazione sulla tipologia  e sulle caratteristiche del pregiudizio;

anche il  danno biologico puo’ essere risarcito ma è subordinato alla verifica medico legale

mentre “il danno esistenziale va dimostrato in giudizio con tutti i mezzi consentiti dall’ordinamento, anche per presunzioni, con la complessiva valutazione di precisi elementi quali le caratteristiche, la durata, la gravità, la conoscibilità della dequalificazione, la frustrazione di precisate e ragionevoli aspettative di carriera, gli effetti negativi sulle abitudini di vita”

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Sui danni da trasfusione di sangue

La Corte di Appello di Roma ha statuito che il ministero della salute dovra pagare almeno 30milioni per le emotrasfuzioni di sangue infetto

“il Ministero della Salute è tenuto ad esercitare un’attività di controllo e di vigilanza in ordine alla pratica terapeutica della trasfusione del sangue e dell’uso degli emoderivati sicché risponde dei danni conseguenti ad epatite ed a infezione da HIV, contratte da soggetti emotrasfusi, per omessa vigilanza sulla sostanza ematica e sugli emoderivati”.

La responsabilità da contagio decorre dall’anno 1979  e i magistrati hanno precisato “che il sangue ed emoderivati somministrati agli ammalati non rispondevano ai requisiti di ‘pulizia’ e di igiene preventiva che avrebbero sicuramente impedito il contagio”.

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Danni da incendio a Pomezia 

La procura della Repubblica di Velletri, territorialmente competente per le indagini sul famoso incendio di Pomezia ha detto che vi era amianto nello stabilimento che ha preso fuoco

E’ possibile che privati cittadini e impresepossano  costituirsi parte offesa nell’inchiesta e  ottenere il risarcimento dei danni nei confronti dei soggetti che saranno ritenuti responsabili dell’incendio.

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Criteri per la liquidazione del danno non patrimoniale (incidenti stradali in primis)

Ogni tribunale fa a modo suo ma la corte di cassazione ha piu volte ribadito che le tabelle del Tribunale di Milano sono le più idonee ad assicurare l’equità nel risarcimento del danno da sinistri stradali

Afferma la suprema Corte che le “marcate disparità non solo nei valori liquidati a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale da lesione dell’integrità psicofisica (e, a favore dei congiunti, da morte), ma anche nel metodo utilizzato per la liquidazione”, ma tali disparità fa venir meno anche la fiducia dei cittadini nella giustizia, e “lede la certezza del diritto, affida in larga misura al caso l’entità dell’aspettativa risarcitoria, ostacola le conciliazioni e le composizioni transattive in sede stragiudiziale, alimenta per converso le liti, non di rado fomentando domande pretestuose (anche in seguito a scelte mirate: cosiddetto “forum shopping”) o resistenze strumentali”.

 

Consegue  il seguente principio di diritto “La liquidazione del danno non patrimoniale alla persona da lesione dell’integrità psico-fisica presuppone l’adozione da parte di tutti i giudici di merito di parametri di valutazione uniformi che, in difetto di previsioni normative (come l’art. 139 del codice delle assicurazioni private, per le lesioni di lieve entità conseguenti alla sola circolazione dei veicoli a motore e dei natanti), vanno individuati in quelli tabellari elaborati presso il tribunale di Milano, da modularsi a seconda delle circostanze del caso concreto”.

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Risarcimento per infedeltà coniugale

Vi e’ un contrasto tra i giudici di merito e quelli di legittimita (tra in particolare la Cassazione e il Tribunale di Roma)
” la mera violazione dei doveri matrimoniali con la eventuale pronunzia di addebito della separazione non portano al risarcimento del danno  a meno che non si dimostri ” la concreta violazione del dovere coniugale, la sussistenza del danno ingiusto e la prova del nesso causale tra violazione commessa e danno procurato.”
Continua la Corte che il danno  “per le sue modalità e in relazione alla specificità della fattispecie, abbia dato luogo a lesione della salute del coniuge (lesione che dovrà essere dimostrata anche sotto il profilo del nesso di causalità)” oppure se “l’infedeltà per le sue modalità abbia trasmodato in comportamenti che, oltrepassando i limiti dell’offesa di per sè insita nella violazione dell’obbligo in questione, si siano concretizzati in atti specificamente lesivi della dignità della persona, costituente bene costituzionalmente protetto“.
Questo risarcimento prescinde dalla tipologia della separazione (se consensuale o giudiziale) e addirittura pure in assenza di addebito
Il Tribunale di Roma non la pensa cosi’ e riiiene l’addebito precondizione per potersi pronunziare sulla domanda di danni poichè “non può escludersi un rapporto di accessorietà tra addebito e domanda risarcitoria: trattandosi di danno derivante dalla violazione di specifici obblighi coniugali il medesimo dovrebbe essere necessariamente azionato nell’ambito del giudizio di separazione, con conseguente preclusione di un’azione successiva che potrebbe astrattamente porsi in contrasto con il giudicato già in precedenza formatosi sulla separazione.”

 

 

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