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22 Maggio 2017

Filmare senza il consenso non costituisce reato di interferenza illecita nella vita privata

Un imputato è stato tratto a giudizio per aver diffuso un filmato in cui lo stesso stava avendo un rapporto sessuale con la sua (ex) convivente senza il consenso di questa. Gli è stato perciò addebitato il reato di cui all’art. 615 bis c.p., nello specifico interferenze illecite nella vita privata.

Tuttavia, secondo la Corte, l’imputato non avrebbe commesso alcun reato poiché la previsione normativa richiede quale presupposto di base l’interferenza di terzi estranei alla intimità della coppia. Nel caso di specie, invece, le scene di vita privata erano state riprese in una dimora privata senza alcuna interferenza di altre persone, ed il video non era stato divulgato.

Pertanto, in conclusione, risponde del reato ex art. 615 bis c.p. chi predispone una videocamera nel bagno di casa sua per carpire immagini di chi (convivente od ospite che sia) vi si trattenga per accudire alla propria persona; non ne risponde, invece, il padrone di casa che si fa la doccia insieme con il suddetto convivente od ospite, con il consenso di entrambi a condividere quella dimensione privata, e pur decida di riprendere la scena all’insaputa dell’altro.

Cass. penale n. 22221/17

 

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