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14 Aprile 2017

Nessun compenso per lo studio infortunistico se la pratica è facile

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Nessun compenso per lo studio infortunistico, se la sua consulenza non risolve alcun problema.

Tale pronuncia, sulla scia di tante altre pro assicurazioni, trova un difficile limite ideologico e giuridico nella nozione di danno il quale, per il semplice fatto di essersi determinato (*) comporta che il danneggiato debba rispondere con tutti i suoi beni di tutte le conseguenze del fatto.

Se dunque un danneggiato si affida a chi professionalmente svolge una attività di consulenza, anche di tipo tecnico, è legittimo che non restino a suo carico le spese. Sono invero indifferenti le sue motivazioni, non essendo neppure possibile pensare a spese superflue.

 

(*) Nella legge italiana  vige il principio per cui nessun deve cagionare danno ad altri (neminem laedere) ossia non deve creare pregiudizio a titolo di colpa o di volontà.

Il danno si definisce ingiusto allorchè nessuna norma autorizzi la lesione dell’altro e dunque il pregiudizio diventa illegittimo. In tali casi il danneggiante deve risarcire il danno o pregiudizio che dir si voglia.

Il risarcimento (che si distingue dall’indennizzo perchè quest’ultimo è la riparazione di un pregiudizio legittimo ossia ammissibile) comprende ogni forma di ricaduta pregiudizievole nel patrimonio del danneggiato il quale peraltro ha l’onere di provare e quantificare la sua pretesa.

Per tornare al nostro caso: se ho subito un danno e intendo farmi assistere da chi abbia la possibilità di farlo perchè tecnicamente preparato o anche solo perchè ha il tempo di farlo a differenza mia, il costo della prestazione deve essere rifuso.

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