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10 Aprile 2017

Conto cointestato e debito comune

banca,cointeatazione,debitori,coobbligati,firma.sodali,banca,credito,fido,La clausola «rischio paese» nell’ordine di acquisto non esonera la banca dal ripagare i tango bond Sì al ricorso del cliente, benché gli interessi alti dovessero mettere sull’avviso «il più sconsiderato degli investitori»: l’intermediario deve avvertire del pericolo-default secondo le linee guida Consob La banca venditrice ripaga al cliente i tango bond in barba alla clausola «rischio paese» apposta sugli ordini di acquisto delle obbligazioni argentine: in base alle linee guida della Consob, infatti, l’intermediario finanziario deve avvisare l’investitore che c’è pericolo di default per l’emittente e procedere alla negoziazione dei titolo soltanto dopo aver ottenuto un ordine scritto dalla controparte. È quanto emerge dalla sentenza 8314/17, pubblicata il 31 marzo dalla terza sezione civile della Cassazione. Politica ininfluente Accolto il ricorso delle eredi dell’investitore che pure erano state condannate in appello a restituire gli oltre 55 mila euro incassati dopo la sentenza favorevole di primo grado. Sbaglia il giudice del gravame a ritenere assolto l’onere di informazione a carico della banca sul rilievo che soltanto l’alto tasso di interesse offerto dai titoli avrebbe dovuto mettere sull’avviso anche «il più sconsiderato degli investitori». E ancora che l’agenzia Moody’s aveva evidenziato il crescente pericolo connesso ai tango bond e che non poteva essere compito della banca prevedere il default dell’Argentina. Si tratta infatti di considerazioni di «considerazioni di carattere politico ed economico» che «nessuna influenza possono avere» sulla controversia fra banca e cliente.

Ove un singolo coobbligato con altri chieda un aumento di fido gli altri sodali ne rispondono

Cio legittima  la banca a chiamarli in causa per il saldo passivo in via solidale

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