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2 Marzo 2017

Alcune pronunzia della Cassazione sulla notifica cartelle esattoriali

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– «la costituzione in giudizio della parte resistente deve avvenire, ai sensi dell’articolo 23 del decreto legislativo 546/92, entro sessanta giorni dalla notifica del ricorso, a pena di decadenza della facoltà di proporre eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d’ufficio e di fare istanza per la chiamata di terzi, sicché, qualora tali difese non siano state concretamente esercitate, nessun altro pregiudizio può derivare al resistente, al quale va riconosciuto il diritto di negare i fatti costitutivi della pretesa attrice, di contestare l’applicabilità delle norme di diritto invocate, nonché di produrre documenti ai sensi degli articoli 24 e 32 del decreto legislativo 546/92 ”

-in grado si appello nonb possono essere fornite nuove prove salvo che la parte dimostri di non averlo potuto fare prima ,mentre e’ possibile depositare nuovi documenti in appello

-«la nullità della notifica della cartella esattoriale, atto avente duplice natura di comunicazione dell’estratto di ruolo e di intimazione ad adempiere, corrispondente al titolo esecutivo e all’atto di precetto nel rito ordinario, è suscettibile di sanatoria per raggiungimento dello scopo ai sensi degli articoli 156 e 160 Cpc, atteso l’espresso richiamo, operato dall’articolo 60 del Dpr 600/73, alle norme sulle notificazioni del codice di rito»

-«se, ove nel giudizio di primo grado vi siano più parti, l’atto di appello debba essere notificato a tutte le parti del giudizio, verificandosi in tal caso un litisconsorzio necessario processuale ex articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 546/92 e 102 Cpc, rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio e che la mancata integrazione del contraddittorio comporta la nullità del procedimento e della sentenza e se, quindi, la Ctr abbia errato nel non ravvisare il litisconsorzio necessario processuale, omettendo di disporre l’integrazione del contraddittorio nei confronti del concessionario, determinando la nullità del giudizio d’appello e della decisione».
– «in tema d’impugnazioni civili, anche con riguardo al contenzioso tributario, l’integrazione del contraddittorio è obbligatoria, ai sensi dell’articolo 331 Cpc, non solo in ipotesi di litisconsorzio necessario sostanziale (cd. cause inscindibili), ma altresì nell’ipotesi di cause che, pur scindibili, riguardano rapporti logicamente interdipendenti tra loro o dipendenti da un presupposto di fatto comune (cd. cause dipendenti), quando siano state decise nel precedente grado di giudizio in un unico processo, al fine di evitare che le successive vicende processuali conducano a pronunce definitive di contenuto diverso»

– la mancata indicazione dell’organo o l’autorità amministrativa presso i quali è possibile promuovere un riesame, anche nel merito dell’atto in sede di autotutela, nella cartella di pagamento, comporta la nullità della stessa per la violazione dell’articolo 7, comma 2, lett. b) della legge 212/00 e se, quindi, sia viziata dalla violazione di tale norma la sentenza della Ctr che ha omesso di decidere su tale punto decisivo della controversia».

-«l’omessa pronuncia su alcuni dei motivi di appello e, in genere, su una domanda, eccezione o istanza ritualmente introdotta in giudizio, integra una violazione dell’articolo 112 Cpc, che deve essere fatta valere esclusivamente ai sensi dell’articolo 360, primo comma, 4, dello stesso codice, che consente alla parte di chiedere e al giudice di legittimità di effettuare l’esame degli atti del giudizio di merito, nonché, specificamente, dell’atto di appello, mentre è inammissibile ove il vizio sia dedotto come violazione dell’articolo 360, primo comma, 3 e 5, Cpc»

– «la cartella esattoriale che ometta di indicare il responsabile del procedimento, se riferita a ruoli consegnati come nel caso di specie agli agenti della riscossione in data anteriore giugno 2008, non è affetta da nullità, atteso che l’articolo 36, comma 4 ter, del decreto legge 248/07, convertito nella legge 31/2008, ha previsto tale sanzione solo in relazione alle cartelle riferite ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere da tale data, e neppure è annullabile, essendo la disposizione di cui all’articolo 7 della legge 212/00 priva di sanzione, trovando peraltro applicazione l’articolo 21 octies della legge 241/90, che esclude tale esito ove il provvedimento, adottato in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti, per la natura vincolata dello stesso non avrebbe potuto avere un contenuto diverso da quello in concreto adottato» (

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