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2 Gennaio 2017

Il fisco deve provare che chi firma l’avviso di accertamento abbia i pieni poteri

In base all’articolo 42 dpr 600/73, l’avviso di accertamento è nullo se non reca la sottoscrizione del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato.

Deve tuttavia ritenersi che, a seguito della evoluzione legislativa ed ordinamentale, sono oggi «impiegati della carriera direttiva», ai sensi dell’articolo 42 dpr 600/1973, i «funzionari della terza area» di cui al contratto del comparto agenzie fiscali per il quadriennio 2002-2005 (art. 17) e, in base al principio della tassatività delle cause di nullità degli atti tributari, non occorre, ai meri fini della validità dell’atto, che i funzionari deleganti e delegati possiedano la qualifica di dirigente, ancorché essa sia eventualmente richiesta da altre disposizioni, dovendosi inoltre osservare che ove il contribuente contesti – anche in forma generica – la legittimazione del funzionario che ha sottoscritto l’avviso di accertamento ad emanare l’atto, è onere della amministrazione che ha immediato e facile accesso ai propri dati fornire la prova del possesso dei requisiti soggettivi indicati dalla legge, sia del delegante che del delegato, nonché della esistenza della delega in capo al delegato: diversamente l’atto impositivo deve ritenersi illegittimo.

Cass. sent. n. 118674/16

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