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6 luglio 2018

Licenziamento e piccola azienda

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La  piccola azienda deve provare che la crisi  determina l’assoluta necessità della soppressione del posto

Il magistrato si deve limitare  ad accertare che manca il nesso causale fra le difficoltà economiche dedotte e l’estromissione del dipendente

Con riguardo alla  «denunciata illegittima intromissione» da parte  del giudice del merito  nelle scelte aziendali va rilevato che «la sentenza non ha proceduto a una valutazione autonoma dell’opportunità di contenere i costi né tanto meno si è sostituito all’imprenditore nel vagliare quale delle possibili scelte organizzative fosse quella corretta per farvi fronte».

Il magistrato preso atto che si trattava  «di impresa a carattere familiare, che non risultava documentata la crisi nei termini denunciati, che la posizione lavorativa non era stata soppressa e che, comunque, non era stato provato il collegamento causale tra crisi denunciata e la sua eliminazione»….. «ha mantenuto la sua indagine proprio nell’ambito richiestole che è quello di verificare in concreto l’esistenza delle ragioni poste dall’imprenditore a fondamento della sua scelta di procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro, scelta che, come più volte ribadito da questa Corte, deve essere oggettivamente verificabile onde escluderne la pretestuosità». 

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