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13 febbraio 2018

Sequestro dei conti e paralisi dell’azienda

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Si possono sequestrare i conti di una azienda portandola anche alla completa paralisi se i suoi legali responsabili vengono chiamati a rispondere ai sensi della Legge 231 *

E si può ovviare a ciò solo con la nomina di un amministratore giudiziario

“in tema di responsabilità dipendente da reato degli enti e persone giuridiche, l’art. 53 d.lgs n. 231/2001, prevede la misura cautelare del sequestro preventivo in funzione di confisca sia nella forma diretta avente a oggetto il prezzo o il profitto del reato (art 19 comma 1 n. 231/2001) sia nella forma per equivalente (art 19 comma 2 n. 231/2001)…”

 

*la Legge 231 si applica ad ogni tipo di azienda
Sulla base del D.Lgs. 231/2001, le aziende e gli enti in genere possono essere chiamati a rispondere in sede penale per taluni reati commessi nel proprio interesse o vantaggio dai propri amministratori o dipendenti.
Con l’espressione “la 231” si fa, pertanto, riferimento al quadro normativo che disciplina la responsabilità diretta delle aziende e degli enti in genere che si aggiunge, senza sostituirsi, a quella (da sempre esistita) delle persone fisiche che hanno materialmente commesso il reato
L’elenco dei reati che possono originare la responsabilità delle aziende e degli enti in genere in forza del D.Lgs. 231/2001, è in continuo aggiornamento e ampliamento. Attualmente, oltre ai reati di natura colposa (omicidio e lesioni gravi o gravissime) connessi alla tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, la generalità dei reati è di tipo doloso e include tra gli altri:
• reati contro la Pubblica Amministrazione (ad esempio, partecipazione a truffe per il conseguimento di incentivi/finanziamenti pubblici, corruzione di pubblici funzionari per l’ottenimento di una commessa, di concessioni/autorizzazioni, etc.);
• reati societari (ad esempio, false comunicazioni sociali, indebita restituzione conferimenti);
• reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita;
• delitti informatici (ad esempio, accesso abusivo a sistemi informatici o telematici);
• delitti contro l’industria e il commercio (ad esempio, turbata libertà dell’industria o del commercio, vendita di prodotti industriali con segni mendaci, etc.) (Torna all’inizio)

 

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