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14 novembre 2017

Cartella esattoriale nulla se il file allegato alla pec è in formato PDF

A dichiararlo è la Commissione Tributaria Provinciale della Spezia, con sentenza n. 415/17 del 3.07.2017, rafforzando sempre di più la schiera di giudici secondo i quali le cartelle esattoriali notificate ai contribuenti da parte dell’Agente della riscossione mediante posta elettronica certificata (c.d. pec), sono illegittime; e ciò a maggior ragione se il file allegato a queste è in formato PDF ed è mancante, tra le altre cose, l’attestazione di conformità.

IL CASO: nel 2015 la società X riceve nella propria casella di posta elettronica certificata una comunicazione di Equitalia, con allegata fotocopia di una cartella esattoriale indirizzata alla ditta in questione. La società decide quindi di fare ricorso al giudice, chiedendo l’annullamento della cartella notificata con pec, trattandosi di una copia scansionata dell’originale, in formato pdf, e non, tra le altre cose, di atto originale.

 

Con articolata sentenza, la Commissione Tributaria Provinciale della Spezia ha pertanto ribadito un principio di diritto che da tempo sta facendo breccia tra i Giudici di merito – secondo cui, quando la cartella esattoriale allegata alla Pec e notificata sotto forma di documento informatico risulti essere un semplice file PDF, privo dell’estensione P7M, la notifica è nulla. Difatti il file P7M sarebbe l’unico formato che renderebbe valido ed esistente l’atto notificato, contenendo la firma digitale che attesta l’autenticità della copia e la corrispondenza all’originale. Pertanto, la cartella, così come creata, è illegittima, come è illegittimo l’intero processo notificatorio. La Commissione ha inoltre precisato che l’atto notificato, oltre a dover essere in formato P7M, deve anche essere attestato come conforme all’originale (potere di certificazione di cui tra l’altro i funzionari della vecchia Equitalia erano sprovvisti).

In un tale clima, appare pertanto corretto domandarsi se, non solo Equitalia, abbia spesso richiesto ai contribuenti, in modo illegittimo, somme ed importi quindi non dovuti, e per i quali può essere chiamata a risarcire i danni, proprio per le numerose notificazioni nulle e/o annullabili.

CTP La Spezia sent. n. 415/2017

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