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13 settembre 2017

Quando i soci di una impresa non si sopportano proprio

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Quando la compagine sociale e’ a carattere familiare (e, aggiungiamo , su base personale : sns,sas….)i continui litigi, incomprensioni e contrasti anche su futilità legittimano il recesso del socio (nel caso de quo accomandante)

La componente fiduciaria e’ alla ba se delle società familiari e i continui scontri minano tale componente essenziale

La legge non identifica le giuste cause di recesso in maniera esaustiva ma,vista la situazione non vi e’ dubbio che mantenere un rapporto basato ormai solo sulla reciproca sfiducia e sul contenzioso personale non e’ ulteriormente possibile

In situazione analoga concernente però una società di capitali e’ stato sancito che “l impossibilità di funzionamento o la continuata inattività dell’assemblea sono contemplate tra le cause di scioglimento dall’articolo 2484 del Codice civile e, insieme al conflitto tra i soci, possono rappresentare indici della sopravvenuta impossibilità di conseguire l’oggetto sociale. Tuttavia, lo scioglimento consegue non all’impossibilità della società di condurre comunque l’impresa quanto più nel venir meno dell’organo deliberante alle sue funzioni di direzione e controllo della società, dimostrandosi irreversibilmente incapace di adottare le delibere essenziali della vita societaria.
In presenza di un persistente conflitto tra soci, ma non già di una impossibilità irreversibile di funzionamento dell’organo assembleare, non può dirsi che è del tutto impossibile conseguire lo scopo sociale e la causa di scioglimento non ricorre. ”

Dunque occorre dimostrare la impossibilita di funzionamento dell’organo assembleare

 

 

 

 

 

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