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25 luglio 2017

Dipendente licenziato: obbligo di reimpiego se residua la capacità lavorativa

Qualora dipendente licenziato perché divenuto inidoneo alle mansioni  ha  una residua capacità lavorativa può essere reimpiegato in funzioni diverse. A sancirlo è la S.C., con la sentenza n. 18020/2017.

IL CASO: uno steward di compagnia aerea non può più svolgere attivita di assistente di volo per ragioni di salute. La compagnia aerea lo licenzia ma tuttavia, da un lato il medico legale afferma come la malattia sia transeunte, dall’altro il lavoratore conseva le capacita per operare a terra.

La Cassazione specifica difatti che “si applica il settimo comma dell’articolo 18, così come riscritto dalla riforma Fornero, secondo cui quando il licenziamento risulta intimato per un giustificato motivo oggettivo individuato «nell’inidoneità fisica o psichica del lavoratore, il giudice applica la medesima disciplina di cui al quarto comma» dell’articolo 18 «nell’ipotesi in cui accerti il difetto di giustificazione»”.

L’errore del giudice di merito cassato dal giudice delle legittimità sta nell’escludere la reintegra di fronte al fatto che il dipendente può ancora lavorare, perché residua una capacità lavorativa.

In tali ipotesi pertanto al giudice non è riconosciuta alcuna discrezionalità nella decisione, dovendo questo stesso solo disporre per la reintegra.

Cassazione n. 18020/2017

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