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5 luglio 2017

Timbratura in uscita e licenziamento

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La Suprema Corte, con sentenza n. 15864/2017 depositata dalla sezione lavoro lo scorso 26 giugno, ha sancito la legittimità del licenziamento per giusta causa quando il dipendente prenda servizio in una sede diversa da quella cui è assegnato e senza che di ciò abbia avvisato i suoi superiori. Ciò anche pur avendo lo stesso timbrato in entrata ed uscita nella sua “nuova sede”.

Difatti la timbratura in oggetto in tali casi costituirebbe “false attestazioni di presenza in servizio, che hanno comportato, automaticamente e comunque, un’indebita remunerazione, perché in assenza di controprestazione”, essendo state queste stesse dichiarate come “servizio”, senza che tuttavia vi fossero ragioni di servizio o comunque autorizzazioni dai superiori.

Il fatto oggetto della contestazione appare pertanto riconducibile, non tanto alla fattispecie di illecito previsto dall’art.47 CCNL, quanto piuttosto ad “un’attestazione, in orario di lavoro, di timbrature in entrata ed in uscita “per servizio”, quindi per motivi di lavoro, senza che vi fossero in concreto ragioni per lasciare l’ufficio, oltre che una ripetuta presa di servizio presso una sede diversa da quella di assegnazione”, determinando pertanto false attestazioni.
Cassazione n. 15864/2017

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