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5 luglio 2017

Superamento del periodo di comporto e licenziamento

licenziamento.contestazione disciplinare tardiva,licenziamento,reintegra,indennità
IL CASO: Il lavoratore supera il periodo di comporto, ossia quel periodo di malattia ed infortunio durante il quale non può essere licenziato, rientra in attività e poi viene licenziato. Pertanto decide di impugnare il licenziamento basando la propria difesa proprio sull’arco di tempo intercorso tra il rientro del lavoratore a pieno regime ed il licenziamento.
Il giudice gli da ragione ma la Suprema Corte ribalta il provvedimento di merito asserendo che al contrario sia onere del lavoratore fornire la prova dei fatti che impediscono la formazione di un affidamento incolpevole.
Insomma, la prolungata inerzia non è un indice della volontà di risolvere il rapporto di lavoro. La Cassazione chiarisce difatti che «nel caso in cui il datore di lavoro intimi un licenziamento per superamento del periodo di comporto, dopo la ripresa dell’attività lavorativa da parte del dipendente, l’allegazione e la prova di circostanze che integrino una manifestazione tacita della volontà del datore di lavoro di rinunciare al diritto di recesso spetta al lavoratore in quanto fatto estintivo del potere di recesso».
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