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13 giugno 2017

Il sistema assistenziale

I malati, a seconda del tipo di invalidità riconosciuta, hanno diritto alle seguenti prestazioni:

  • pensione di inabilità
  • assegno di invalidità
  • indennità di accompagnamento
  • indennità di frequenza

La domanda per l’ottenimento di qualunque beneficio assistenzale deve essere presentata all’INPS, esclusivamente per via telematica. Per farlo è necessario munirsi di un codice PIN che si può richiedere:

  • attraverso il sito INPS seguendo le istruzioni per la registrazione
  • attraverso il numero verde INPS 803164
  • direttamente agli sportelli INPS
  • attraverso il possesso di una Carta Nazionale dei Servizi (CNS)

La procedura per la presentazione della domanda per l’accertamento dello stato di invalidità e di handicap si articola in due fasi:

  1. invio del certificato medico digitale rilasciato da un medico certificatore accreditato, in possesso di apposito PIN, il quale compila on line sul sito INPS la certificazione medica richiesta
  2. compilazione della domanda di invalidità

Lo svolgimento di quest’iter può essere richiesto direttamente ad un patronato abilitato.

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La pensione di inabilità e l’assegno di invalidità civile

Lo Stato assiste i malati che si trovino in determinate condizioni economiche e di gravità della malattia, attraverso il riconoscimento dell’invalidità civile nelle seguenti percentuali: 11%, 70% e 100%.

Se il grado di invalidità civile è compreso tra il 74% ed il 99% ovvero è pari al 100%, il malato ha diritto a determinati benefici socio-economici: l’assegno di invalidità o la pensione di inabilità.

 

L’indennità di accompagnamento

Se a causa della malattia è stata riconosciuta inabilità totale e permanente del 100% ed il soggetto non è in grado di deambulare autonomamente senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o non è in grado di assolvere autonomamente agli atti quotidiani della vita, per infermità o difetto fisico e/o mentale, è possibile richiedere anche il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento.

L’indennità di accompagnamento è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa.

 

L’indennità di frequenza

Tale tipo di indennità è riconosciuta ai minori affetti da patologie che siano iscritti o che frequentino scuole di ogni ordine e grado (compresi gli asili nido), centri terapeutici, di riabilitazione, di formazione o di addestramento professionale.

L’indennità di frequenza on è compatibile con l’indennità di accompagnamento o con qualunque forma di ricovero. Pertanto possono richiederne il riconoscimento i minori le cui condizioni siano meno gravi di quelle che darebbero diritto al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento.

 

LAVORO E DIRITTI

Collocamento obbligatorio per persone disabili

L’accertamento della disabilità da parte della Commissione Medica della ASL è utile ai fini di una futura assunzione, nell’ipotesi in cui il malato non abbia un lavoro. Vige difatti l’obbligo per le imprese e gli enti pubblici di assumere un determinato numero – proporzionale alle dimensione dell’impresa o dell’ente – di persone con invalidità pari o superiore al 46% e fino 100% iscritte nelle liste speciali del collocamento obbligatorio.

 

Scelta della sede di lavoro e trasferimento

Il lavoratore del settore pubblico o privato cui sia stato riconosciuto lo stato di handicap grave, ha diritto al trasferimento nella sede di lavoro più vicina possibile al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso. Un analogo diritto è riconosciuto al familiare che lo assiste.

 

Mansioni lavorative

Il lavoratore disabile ha diritto ad essere assegnato a mansioni adeguate alla sua capacità lavorativa. Qualora le sue condizioni di salute si aggravassero comportando una conseguente riduzione o modifica della capacità lavorativa, quest’ultimo ha diritto ad essere assegnato a mansioni equivalenti o anche inferiori, purché compatibili con le sue condizioni e mantenendo in ogni caso il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza.

 

Lavoro notturno

Il lavoratore affetto da handicap grave può chiedere di non essere assegnato a turni di notte, presentando al datore di lavoro un certificato attestante la sua inidoneità a tali mansioni. Il lavoratore già addetto ad un turno notturno che diventi in un secondo momento inidoneo a tali mansioni per via del peggioramento delle sue condizioni di salute, ha il diritto di chiedere e di ottenere l’assegnazione a mansioni equivalenti in orario diurno, purchè esistenti e disponibili.

 

Rapporto di lavoro a tempo parziale

Il lavoratore affetto da handicap grave che comunque desideri di continuare a lavorare anche dopo la diagnosi, può usufruire di forme di flessibilità per conciliare gli eventuali tempi di cura con il lavoro. Analogo diritto è riconosciuto, in forma attenuata, anche ai familiari lavoratori.

 

Telelavoro

Se il lavoratore desidera continuare a lavorare durante le terapie, senza tuttavia recarsi in ufficio, può chiedere la possibilità di lavorare da casa. La richiesta di telelavoro, se accolta dal datore, deve essere formalizzata in un accordo scritto nel quale devono essere riportate le attività da espletare e le modalità di svolgimento, le mansioni, gli strumenti utilizzati, i rientri periodici in ufficio e le riunioni a cui presenziare, l’eventuale termine della modalità di telelavoro e la relativa reversibilità con rientro in ufficio su richiesta del datore o del dipendente.

 

Indennità di malattia

Il lavoratore che non sia in grado di espletare le sue mansioni a causa della malattia, ha diritto ad assentarsi, per il periodo necessario per le cure, di conservare il proprio posto di lavoro – per un periodo di tempo determinato – , e di percepire un’indennità commisurata alla retribuzione.

 

Fasce di reperibilità

Poichè lo stato di malattia giustifica l’assenza del lavoro ed il diritto a percepire l’indennità di malattia, il lavoratore ha l’obbligo di rendersi reperibile al domicilio comunicato nel caso in cui il datore di lavoro o l’INPS richiedano eventuali visite fiscali da parte dei medici dell’INPS o dell’ASL.

Le fasce di reperibilità sono le seguenti:

  • dipendenti pubblici: 9.00/13.00 – 15.00/18.00, inclusi domenica e festivi
  • dipendenti privati: 10.00/12.00 – 17.00/19.00, inclusi domenica e festivi

I lavoratori, sia pubblici che privati, sono tuttavia espressamente esclusi dall’obbligo di reperibilità qualora l’assenza sia riconducibile a patologie gravi che richiedano terapie salvavita o stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.

 

Periodo di comporto

Oltre alla retribuzione o all’indennità di malattia, il lavoratore affetto da handicap grave ha diritto a conservare il posto per un periodo stabilito e determinato dalla legge, dagli usi o dal contratto collettivo o individuale, nel caso in cui questi siano più favorevoli. Il lasso di tempo durante il quale vige il divieto di licenziamento è il c.d. periodo di comporto ed ha durata variabile in relazione alla qualifica ed all’anzianità di servizio.

 

Aspettativa non retribuita

I CCNL spesso prevedono la possibilità di conservare il posto anche nei casi in cui l’assenza per malattia determini il superamento del periodo di comporto. Ciò consente quindi al lavoratore di usufruire di un periodo di aspettativa non retribuita per motivi di salute e di cura.

 

Assenza per terapia salvavita

Alcuni CCNL del pubblico impiego e del settore privato prevedono, per patologie gravi che richiedono di terapie salvavita, che i giorni di ricovero ospedaliero o di trattamento in day hospital, come anche i giorni di assenza per sottoporsi alle cure, siano esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia normalmente previsti, e siano pertanto retribuiti interamente.

 

Permessi e congedi lavorativi

AI lavoratori affetti da handicap grave ed ai familiari che li assistono sono riconosciuti i seguenti permessi e congedi dal lavoro:

  • permessi lavorativi;
  • permessi lavoratici per eventi e cause particolari;
  • congedo per cure agli invalidi;
  • congedo straordinario biennale retribuito;
  • congedo biennale non retribuito per gravi motivi familiari.

 

Lavoratori autonomi e liberi professionisti

I lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS ed i liberi professionisti iscritti alle relative casse previdenziali, se costretti a sospendere anche solo temporaneamente l’attività lavorativa a causa della patologia diagnosticata, hanno diritto a forme diverse di assistenza economica.

 

Pensionamento anticipato

Il malato con invalidità civile riconosciuta e superiore al 74%, ha diritto al beneficio di due mesi di contribuzione figurativa, utile ai fini pensionistici, per ogni anno di servizio effettivamente prestato come invalido.

 

Agevolazioni fiscali

La legge riconosce al soggetto affetto da invalidità specifiche agevolazioni fiscali quali la detrazione delle spese mediche in misura del 19% e la deduzione dei contributi previdenziali versati per colf o badanti (con un tetto massimo annuale). Nella maggior parte dei casi può usufruire di tali agevolazioni fiscali non solo il malato ma anche il familiare a cui quest’ultimo sia fiscalmente a carico.

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